Da domani inizio a correre

Chi mi conosce sa quanto io non sia una tipa sportiva.

Sin da ragazza sono sempre andata in palestra. Mi bastavano quelle due/tre lezioni di fitness a settimana, per riuscire a domare la tanto temuta ritenzione idrica.

A 30 anni poi, quando sono rimasta incinta di mio figlio – spinta soprattutto dalla pigrizia – ho preferito interrompere qualsiasi attività fisica. Vivevo nella stupida convinzione che per il benessere, sia mio che del bambino, era meglio evitare qualsiasi affaticamento. E così ho fatto. Per i 9 mesi a seguire ho praticamente poltrito.

Quando poi è nato Lorenzo, presa dagli eventi, dalle emozioni e soprattutto dall’inesperienza, ho iniziato – sbagliando, forse – a plasmare la mia nuova vita di mamma attorno alle varie necessità del piccolino: pannolini, allattamento, colichette … In quei momenti giuro, il sogno più grande era quello di avere h24 un maggiordomo tutto fare piuttosto che avere un ventre tonico e piatto.

E della palestra quindi, nemmeno l’ombra.

Il tempo intanto passava velocemente e sia io che mio marito avevamo oramai imparato a gestire egregiamente il nuovo status di genitori. Iniziavamo a cavarcela benissimo, ci alternavamo nella cura del bambino e riuscivamo persino a trovare dei momenti di libertà.

Ma quando poi sono rientrata a lavoro, dopo il periodo di maternità parlo, la mia situazione è decisamanete precipitata.

Vuoi che non ero più abituata ai nuovi ritmi lavorativi e mettici pure la gestione “a distanza” di un figlio, non avevo più un momento per me stessa, ginnastica inclusa. Era come se fossi sballottata di qua e di là, come un panno ciancicato da una lavatrice e per giunta con la funzione della centrifuga attiva.

Ed in tanto sul mio giro vita i rotolini purtroppo crescevano e con loro anche le mie frustrazioni.

Fino a quando un giorno è arrivata la svolta. Mio marito – gran sportivo per natura – stufo oramai delle mie continue insoddisfazioni, grazie ad un’opera persuasiva degna dei migliori Mental Coach, mi ha praticamente convinta ad iniziare a correre.

La cosa più saggia che ho potuto fare in quei giorni – ovviamente spinta dai consigli del mio personal trainer “di famiglia” – è stata quella di iniziare a correre gradualmente cominciando prima con delle brevi passeggiate a passo svelto, successivamente ho alternato alla corsetta delle brevi camminate, fino ad arrivare – dopo diversi mesi di allenamento – alla sola corsa.

Devo dire che questo metodo si è rivelato decisamente vincente per me, perché sono riuscita ad avvicinarmi, senza paure ed infortuni, al mondo del running. E questo non è proprio un elemento da sottovalutare!

Sono ormai trascorsi più di 3 anni da quando sono uscita da casa per la prima volta, scarpette da ginnastica ai piedi.

E quanti progressi ho ottenuto a partire da quel giorno. Primo fra tutti, quello di riuscire a correre per più di 10 km senza mai fermarmi!

Non è una banalità, ma per raggiungere questo obiettivo, servono oltre ad un buon paio di scarpe da running anche: impegno, costanza e soprattutto tanta forza di volontà. E questo perchè quando si è mamma ed al tempo stesso una lavoratrice full-time, i momenti di libera uscita sono davvero pochi.

Quando faccio running?

Facile, quando le temperature sono più calde, esco alle cinque e mezza del mattino, prima di andare in ufficio, così facendo non sottraggo tempo prezioso alla mia famiglia. Mentre nel periodo invernale – ad esclusione del sabato e della domenica – sono costretta ad andare a correre in tarda serata, dopo che ho organizzare anticipatamente cena e famiglia. Ed in questo caso l’aiuto dei nonni e del marito è fondamentale, veramente!

Cuffiette alle orecchie, oggi vado a correre sia per restare in forma ma anche e soprattutto per star bene mentalmente.

E se sono stressata oppure ho bisogno di farmi venire un’idea, il running mi viene sempre di grande aiuto. Non è uno scherzo, ma le idee migliori le ho proprio avute mentre correvo.

In tutto questo poi, oggi, ho iniziato anche a trovare il gusto di iscrivermi a delle gare amatoriali.

Ho scoperto la bellezza dello stare insieme ad altre persone, che condividono la mia stessa passione e questo mi piace! Perché ogni manifestazione podistica per me è una festa, un spettacolo.

Ed anche se mi capita di arrivare ultima, non è un problema! La mia concentrazione infatti, non è mai rivolta sul cronometro, quanto sul godermi il momento stesso. Tanto io, la mia competizione, l’ho già vinta uscendo da casa!

E per capire meglio cosa io stia dicendo, vi invito a seguirmi sul mio profilo Instagram per vederne delle belle!

E voi cosa provate quando correte? Quanto incide la corsa sul vostro benessere mentale?

 

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