Visitare Napoli in due giorni

Il rientro dalle ferie è sempre un po’ faticoso, soprattutto mentalmente.

Un venerdì pomeriggio, quasi per gioco, davanti ad un caffè, io e Roberto abbiamo deciso di organizzare una breve fuga a Napoli. Solo due giorni. Un sabato ed una domenica. Il tanto per prendere confidenza con la città e ripartire. Insomma, questo era quello che ci eravamo promessi …

Così senza troppa fatica, merito di qualche fortunato click, riusciamo a trovare sia i biglietti del treno (ad un prezzo accettabile) sia un alloggio dove dormire.

Bene, ormai è fatta. Si va a Napoli!

Partiamo il giorno dopo, dalla Stazione di Roma Termini, con il treno delle 10.30 ed arriviamo alla stazione di Napoli Centrale che è quasi ora di pranzo.

Prima di immergerci nel vivo della città, facciamo una breve tappa al Bed & Breakfast dove avevamo prenotato la nostra camera. Il tempo necessario per lasciare i bagagli e ripartire.

 

Napule è mille culure
Napule è mille paure
Napule è a voce de’ criature
Che saglie chianu chianu
E tu sai ca’ nun si sulo …

 

Il nostro tour è iniziato da Piazza Garibaldi, dove abbiamo preso la metropolitana e siamo scesi alla famosa fermata Toledo, nel quartiere San Giuseppe. Secondo alcuni, questa fermata è una tra le più bella d’Europa. In effetti, non si sono sbagliati. Siamo rimasti davvero colpiti dal tema marino, che permane in tutta la struttura, e dalla particolarità delle opere architettoniche. Una tra tutte e forse anche il simbolo di questo enorme successo è: il grande cono. Ovvero, un cono – che attraversa tutti i livelli della stazione – con all’interno un suggestivo gioco di luci LED.

Arrivati in Via Toledo rimaniamo immediatamente colpiti dalla presenza dei tantissimi negozi. La strada è piena di persone che passeggiano. Qui i rumori ed il profumo della città si mescolano armoniosamente, rendendo Napoli una città difficile da imitare.

Ci dirigiamo verso la Galleria Umberto I, che si trova proprio a due passi da dove siamo.  E tra una vetrina e l’altra, decidiamo di rendere migliore la nostra esperienza napoletana, assaggiando un cuoppo di frittura di pesce. Una tipica specialità culinaria del posto che, se saputa cucinare, è una golosa pietanza. Purtroppo per noi, abbiamo acquistato il nostro cartoccio in una “trappola per turisti” ergo il piatto non è degno di essere ricordato.

Tra un calamaro fritto ed un gambero arriviamo alla maestosa Galleria Umberto I. Un edificio, realizzato completamente in vetro e acciaio, che si trova proprio davanti al Teatro San Carlo e vicinissimo a Piazza del Plebiscito. La tradizione vuole che qui, diversi anni addietro, gli uomini chic della città partenopea si facessero lustrare le scarpe dai famosi sciuscià. Oggi il posto ospita numerosi caffè, negozi alla moda e ristoranti.

Arriviamo poi nella famosa Piazza Plebiscito, la piazza per antonomasia per i Napoletani. La giornata è molto calda e così decidiamo di fermarci per una sosta in uno dei bar più famosi della città: Il Gran Caffè Gambrinus.  Addolciamo il nostro riposo con una buona sfogliatella frolla ed un caffè espresso.

 

Napule è nu sole amaro

Napule è addore e’ mare

Napule è na’ carta sporca

E nisciuno se ne importa

E ognuno aspetta a’ sciorta

 

Ritrovate le energie, ci dirigiamo a Castel dell’Ovo, uno dei castelli più antichi di Napoli. Ne approfittiamo per ammirarne le bellezze architettoniche e scattare qualche fotografia. Da qui infatti, si gode un panorama assolutamente meraviglioso.

 

Proseguiamo la nostra passeggiata diretti in una delle vie più conosciute della città, ovvero: Spaccanapoli. Un corridoio che spacca appunto la città e che si caratterizza per la presenza di storia, cultura e folklore. Tanto folklore.

 

Spaccanapoli

 

Ci troviamo a passare davanti la famosissima pizzeria Sorbillo in Via dei Tribunali ed anche se l’orario non è proprio consono – sono appena le 7 di sera – decidiamo di tentare la sorte, mettendoci in fila per assaporare una delle migliori pizze napoletane.

Siamo fortunati perché nonostante la presenza di moltissime persone, riusciamo a sederci.

 

 

La Pizza Napoletana è un vero must a Napoli. Ed averla potuta assaggiare qui, è stato un vero piacere. Ritorneremo senza alcun dubbio.

Usciti dalla pizzeria, veniamo completamente rapiti dalla bravura di un uomo, che si divertiva – dal balconcino di casa sua –  ad intrattenere i passanti, cantando delle tipiche canzoni napoletane. Un’esperienza proprio divertente, credetemi.

Abbandoniamo Spaccanapoli per rientrare a casa. Ed anche se la vivacità di questa città ci ha contagiati, decidiamo comunque di far rientro a casa, visto che la stanchezza inizia ormai a farsi sentire.

La mattina seguente ci rechiamo alla Cappella di San Severo per ammirare il famosissimo “Cristo Velato”, una scultura marmorea dell’artista Giuseppe Sanmartino, nota in tutto il mondo. Difronte alla trasparenza del velo di marmo, siamo rimasti davvero tutti senza parole. Un’opera dalla straordinaria bellezza che ha saputo emozionare anche il nostro Lorenzo. Grazie infatti al percorso audio guidato per bambini, è riuscito anche lui a fare un tuffo nel passato!

 

È il momento di fare una pausa, ci fermiamo così in un bar della zona per mangiare qualcosa di buono. Ordiniamo: una sfogliatella riccia, un babà ed una pizzetta rossa. Tutto davvero preparato ad arte e some si direbbe a Napoli “Ce simm consulat

 

Napule è na’ camminata

Int’ e viche miezo all’ate

Napule è tutto nu suonno

E a’ sape tutto o’ munno

Ma nun sanno a’ verità.

 

Proseguiamo poi la nostra visita diretti in Piazza San Gaetano – nel cuore del centro storico – per andare alla scoperta della meravigliosa Napoli Sotterranea, una tappa obbligatoria per chi vuole conoscere meglio la storia della città. Se siete poi in compagnia di piccoli viaggiatori, è un appuntamento questo, da non perdere!

 

 

Grazie ad una simpatica guida, siamo scesi fino a 40 metri di profondità ed attraverso una serie di cunicoli, alcuni di loro davvero molto stretti, siamo entrati nell’acquedotto che per 23 secoli ha fornito l’acqua alla città. Davvero emozionante! Ma la vera chicca è stata la visita di un teatro antico di Neapolis, inglobato nelle abitazioni e botteghe costruite dai napoletani. Ma di questo preferisco non svelarvi nulla nel caso decideste di visitarlo …. Insomma, la Napoli sotterranea è tutta da scoprire!

 

Usciamo da lì che ora di pranzo e non potevamo concludere in bellezza il nostro viaggio fermandoci a mangiare qualche pietanza di pesce in un tipico ristorantino. Pranziamo a La Campagnola in Via dei Tribunali, dove i piatti da provare sono davvero tanti. Scelta davvero azzeccata!

 

 

Dopo un buon caffè alla nocciola, preso in bar della zona, ci dirigiamo verso Via Toledo per respirare ancora un po’ di napoletanità.

Purtroppo partiamo dalla Stazione di Napoli Centrale con più di un’ora di ritardo. Per fortuna avevamo con noi dei buonissimi taralli

preparati con nzogna, pepe e mandorle che hanno saputo rendere il nostro viaggio di rientro meno amaro.

 

Napule è mille culure

(Napule è mille paure)

Napule è nu sole amaro

(Napule è addore e’ mare)

Napule è na’ carta sporca

(E nisciuno se ne importa)

Napule è na’ camminata

(Int’ e viche miezo all’ate)

Napule è mille culure

((Napule è mille paure)

Napule è nu sole amaro

(Napule è addore e’ mare)

Napuleeee

 

NON ANDARE VIA, C’E’ ANCORA MOLTO DA LEGGERE

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